14 febbraio 2006

Libro plaza

Eccoci all'appuntamento settimanale del libro plaza (recensione del mitiko Presidente Roby).

Anche questa settimana, sulla scia dei romanzi precedenti, la proposta libro vuole trattare tematiche di disagio sociale, questa volta pero’ su sfondi nostrani: nell’irrequietezza dell’ambiente studentesco bolognese.
Libro di pubblicazione ormai non recentissima”Altri Libertini”, romanzo d’esordio di Pier Vittorio Tondelli, ha avuto fin dagli inizi una vita avventurosa: pubblicato nel 1980, sequestrato per oscenita’ e poi assolto dal tribunale e‘ stato giudicato dalla critica una delle opere migliori degli ultimi anni ed ha imposto Tondelli tra gli autori italiani piu’ letti all’estero.
“Altri Libertini” si presenta come una serie di racconti(sei per l’esattezza) su un universo marginale, quello della provincia emiliana, su un gruppo sociale che galleggia fra la tarda adolescenza e l’eta’ adulta.
Nato nella Correggio di Ligabue (e piu’ volte citato in”Fuori e dentro il borgo”) nella sua intensa seppur breve vita(nato nel 1955 e morto per a.i.d.s. nel 1991) Tondelli in questo romanzo on the road fra Carpi e Reggio,Modena e Parma rappresenta un vero e proprio ritratto generazionale che lo ha portato alla considerazione di figura mitica del panorama letterario italiano. Un’adorazione mistica che ha pochi precedenti(forse Pasolini) riscontrabile nel libro a lui dedicato “Caro Pier”(2002 ed.Selene)dove il popolo dei suoi fedeli gli attribuisce”miracoli”, facolta’ guaritrici, doti di preveggenza, un messaggio salvifico.
Eccovene l’assaggio:

“..io allora dico che vado via,poi prima di prendere il treno in Centrale gli scrivo una lettera e gli dico che la strada per cambiare la scuola e’ ancora lunghissima che non serviranno queste feste e queste uscite e che quando non ci sara’ scuola la scuola allora si’ che funzionera’ e sara’ bella finalmente,perche’ uno si alzera e andra’ al cinema a fare l’amore ed e’ questa la scuola,cioe’ l’esperienza,mica la normalizzazione,te lo dico io che ho imparato piu’ da un pompino che da vent’anni di esami”

“Giusy regge il Bibo per i capelli,lo tira a se’,gli affonda il viso sul petto.”Non diventa duro diocane,ehi Bibo fallo diventare duro,forza Bibo fatti forza,stammi a sentire,guarda,e’ grosso e’ grande,e’ il tuo cazzo Bibo,si gonfia diventa duro…ce l’ho in mano lo sfrego cazzo sei te questo,il tuo cazzo,tutte le fighe del postoristoro godevano come vacche quelle troie e sbordavano,si contorcevano quando te glielo sbattevi dentro e le impalavi…”

Roby

3 commenti:

matteo ha detto...

Mitiko presidente! sarà il mio prossimo acquisto

Il Turco ha detto...

"...ho imparato più da un pompino che in 20 anni di esami..."? Bellissima frase! Bella Robert...

vittosolda ha detto...

E sicuramente è la verità, tra l'altro.
Direi che lo stralcio del librop tratto dal nostro "Presidente" è sicuramente promettente