28 maggio 2007

Libro plaza

Torna il libro plaza, grazie ad un consiglio di Andrea:


Shantaram, di Gregory David Roberts. Ed. Neri e Pozza, 2003.
G. D. R. è nato a Melbourne nel 1952. Dal 72 al 75 è uno dei leader del movimento studentesco. Nel 77 compie la sua prima rapina con un'a pistola giocattolo. Catturato nel 78, viene condannato a 19 anni per una serie di rapine a mano armata; nello stesso anno scappa dal carcere di massima sicurezza di Pentridge. Vaga per anni per l'Australia come ricercato, vive in nove paesi differenti, ne attraversa quaranta, e nel 1982 è a Bombay, poi tra i combattenti mujaheddin in Afghanistan, dove viene ferito in azione e trasportato in Pakistan. Nel 1990 viene arrestato a Francoforte e recluso nel carcere di massima sicurezza di Preungesheim. Viene estradato in Australia, dopo due anni di confino e quattro di reclusione, scrive Shantaram, romanzo autobiografico i cui diritti di roproduzione cinematografica sono stati acquistati da Johnny Depp.

Romanzo spettacolare. totale.
Non manca niente: avventura, violenza, lotta, droga, armi, donne, amore, odio, ironia, religione, filosofia apparizioni di orsi e feste di matrimonio… in circa milleduecento pagine qualcuno potrebbe pensare essere inevitabile. Beh, non lo è. Soprattutto per come sono state scritte: come un fiume in piena, ma con una portata regolare, ordinata, con improvvise accelerazioni da sembrare inaspettate rapide incontrate dal kayak del lettore.

Parla della vita di Greg, appassionato studioso di filosofia e brillante attivista politico dell'università di Melbourne, che dopo aver perso moglie e figlia non può far altro che soffocare i propri ideali nell'eroina, andare in giro armato e strafatto in cerca di soldi, alcool e altra roba. Viene catturato ma riesce a fuggire dal carcere di Pentridge per evitare i dolci trattamenti dei secondini australiani. Dopo una latitanza in patria comincia a viaggiare in cerca di un luogo per lui, per la sua vita, ed arriva a Mumbay, dove conosce Prabu, il tassista che diverrà il suo migliore amico (tanto che gli darà il privilegio di andare al suo villaggio e conoscere la sua famiglia; proprio qui, la madre dell'amico-guida gli darò il nome di Shantaram, che in lingua Marathi significa "uomo della pace di Dio".
Comincia a conoscere la cultura indiana, la gente, i luoghi, quelli giusti e quelli no.
Incontra Karla, descritta così bella e fredda da togliere il fiato, far tremare le gambe e sudare.
Va a vivere in uno "slum", le baraccopoli di Mumbay, dove aprirà uno studio di medicina nella sua capanna grazie alle sue conoscenza infermieristiche.
Entra nella mafia di Bombay, per cui svolge diverse mansioni, dall'esattore al falsario, "un soldato di strada" fino ad essere arrestato e messo in carcere, il suo incubo, anzi, ancor più di quel che ricordava, tra topi e torture.
Qui mi fermo, per non dire troppo e non togliere nulla a chi si voglia addentrare nell'incredibile vita di questo gigante australiano, aggiungendo solo un paio di passi del libro.

"Gli indiani sono gli italiani d'Asia"... "gli italiani sono gli indiani d'Europa. Sia gli indiani sia gli italiani hanno bisogno di una Madonna: non possono fare a meno di una dea, anche se la religione gliela nega. Sia in India sia in Italia ogni uomo diventa un cantante quando e felice, e ogni donna una ballerina quando va a fare la spesa dietro casa. Per questi due popoli il cibo è musica nel corpo, e la musica cibo nel cuore. E le loro lingue... fanno d'ogni uomo un poeta e ammantano di bellezza anche la peggiore banalité. Sono nazioni in cui l'amore fa di un gangster un cavaliere e di una contadina una principessa, anche se solo per il breve istante in cui ti guardano negli occhi"

"Con la mano sinistra afferrai il mio uomo per il bordo per il bordo della canottiera, e lo tempestai di pugni con la destra. Il mio rivale ignorò la gragnola di pugni sulla testa, riuscì ad afferrarmi il collo e cominciò a strizzarlo. Avevo la gola stretta in una morsa, e sapevo che l'aria che mi restava nei polmoni avrebbe dovuto bastarmi finchè non fossi riuscito a far fuori il mio avversario. Spinsi disperatamente la mano destra verso il suo viso e gli ficcai un pollice nell'occhio.Volevo spingerglielo nel cervello, ma l'africano scansò la testa, e il pollice scivolò sul massiccio osso della tempia. Riuscii a riportare il pollice in posizione e cominciai a spingere finchè l'occhio schizzò fuori dall'orbita, e rimase a penzolare attaccato a dei fili sanguinanti. Allungai la mano per cercare di strapparglielo del tutto, o di ficcare il pollice nell'orbita vuota, ma l'africano allontanò la testa. L'occhio penzolava sulla guancia, e sferrai un pugno per cercare di spiaccicarlo.
Era un duro, e non cedeva. Strinse ancor più forte le mani attorno alla mia gola. Avevo il collo forte e muscoloso, ma sapevo che il mio avversario aveva la forza necessaria per uccidermi. Cercai la pistola che tenevo in tasca. Dovevo sparargli. Dovevo ammazzarlo, e non me ne importava nulla. Non avevo più l'aria nei polmoni, e il cervello cominciava a esplodermi in una serie di frattali colorati. Stavo morendo, e volevo ammazzarlo."

"il taxi si fermò fuori dallo slum. Gli ultimi bagliori del tramonto stavano svanendo e nel cielo pallido luccicavano le prime stelle. Come sospinte dalle ombre della sera, torme di bambini urlanti tornavano di corsa verso le baracche, dove i pennacchi di fumo dei fuochi delle cucine si alzavano tremolando nell'aria fresca.
-Il piano-, annunciò Johnny mentre camminava in fretta lungo i viottoli familiari, salutando con sorrisi e cenni del capo gli amici che incontravamo, -è di travestire l'orso-.
-La vedo male-, commentai dubbioso. –Mi pare di ricordare che Kano fosse piuttosto alto e robusto-.
-Abbiamo provato a mettergli un impermeabile e un cappello, e anche un ombrello appeso all'impermeabile, come gli impiegati che vanno in ufficio-.
-Era elegante?-
-Non tanto-, rispose Johnny senza la minima traccia di ironia. –Assomigliava ancora molto a un orso. Sembrava un orso con dei vestiti addosso-.
-Non mi dire-.
-Sì, perciò adesso il piano è di procurarci un grande abito, come quello che usano le musulmane in Afghanistan. Hai presente? Coprono tutto il corpo, ci sono solo dei piccoli buchi per gli occhi-"


Uno dei libri più belli ed appassionanti che ho letto, estremamente consigliato, qualsiasi sia il vostro genere letterario.
Spero che chi lo voglia leggere non si faccia intimorire dalla dimensione del tomo, milleduecento pagine (il motivo per il quale è più di un anno che penso se postarlo o meno) che si leggono d'un fiato.
Buona lettura.
Andrea.

12 commenti:

cerio ha detto...

SPETTACOLARE!!!!

Galmo ha detto...

Ottimo consiglio per lettura estiva, grazie!

robert ha detto...

graditissimo ritorno del libro plaza.grazie andrea

matteo ha detto...

Bel libro, consiglio anche io

Anonimo ha detto...

sai che scrivi molto bene, vero?il tuo consiglio sembra molto invitante..però da portare in spiaggia è un po' pesante, no?

andrea ha detto...

grazie dell'aprezzamento per la mia scrittura...
il mio non era un consiglio prettamente da spiaggia, anzi, io in spiaggia dedico solo un po' di tempo alla repubbilca, poi solo mare, scogli, spiaggia, sole e ragazza. oops, ragazze? vedremo. poi quest'anno non so se andrò al mare.. pensavo ad una camminata "tirreno-adriatica". comunque rinnovo il consiglio a questo libro, anche per conoscere meglio usi e costumi dell'india non "turistica".
libro per viaggiatori, curiosi e appassionati di inchiostro nero su bianco.
hasta luogo.
(non so se voleva essere anonimo il commento, la prossima volte, il tuo bel nome, lo puoi scrivere "sotto" Altro.).

Fra ha detto...

così va bene?
e comunque è pesante da portare in borsa, su tram, autobus,treni, aerei, RER, spiagge, montagne, laghi, scogli...però direi che è una fatica sopportabile

matteo ha detto...

camminata "tirreno-adriatica"... lo sai cosa dobbiamo fare Andrea!!!

andrea ha detto...

francigena?! un pezzo all'anno o aspettiamo di poterla fare tutta?
se solo un pezzo, scegliamo da dove a dove e vediamo chi viene; gambe in spalla. anzi, zaino in spalla, le gambe devono mulinellare, km dopo km.

andrea ha detto...

http://www.associazioneviafrancigena.com/cammina/viaggio.htm

non per il viaggio organizzato in queste date, ma l'itinerario è spettacolare; 10 giorni, 210 km. sul sito ci sono anche le cartine..

andrea ha detto...

http://www.associazioneviafrancigena.com/cammina/
viaggio.htm

fra ha detto...

e comunque il mio commento non fa schifo