"Un che?" chiese il barista?.
"Un Cubalibre."
Luis Sepulvèda

Ancora un autore sudamericano per il libro Plaza ed ancora un libro di viaggio
E' diario di viaggio di Sepulveda in Patagonia e nella Terra del Fuoco: riflessioni, racconti, leggende e incontri che s'intrecciano nel maestoso scenario del Sud del mondo, dove l'avventura non solo è ancora possibile, ma è la più elementare forma di vita... e noi cosa aspettiamo ad andarci?
Assagio
Bene, eccoci qua, dico sottovoce, e un gabbiano si volta a guardarmi un istante. "Un altro matto,' penserà il gabbiano, perché in realtà sono solo, davanti al mare, a Chonchi, un porto dell'Isola Grande di Chiloé, nell'estremo sud del mondo.
Aspetto che diano l'ordine di salire sul Colono, un traghetto verniciato di rosso e di bianco, che dopo vari decenni passati a navigare nel Mar Baltico, Mediterraneo e Adriatico, è venuto a galleggiare sulle fredde, profonde e imprevedibili acque australi.
Il Colono, dopo le preannunciate ventiquattr'ore di navigazione, che in realtà possono essere trenta o più, tutto dipende dai capricci del mare e dei venti, mi lascerà circa cinquecento miglia più a sud, in mezzo alla Patagonia cilena. Mentre aspetto, penso a quei due vecchi gringo che hanno mosso i fragili fili del destino facendo sì che, un mezzogiorno d'inverno, Bruce Chatwin e io ci incontrassimo nel caffè Zurich, a Barcellona.
Un inglese e un cileno. E come se non bastasse, due tipi con scarso affetto per la parola "patria". L'inglese, nomade perché non poteva essere altro, e il cileno esiliato per identiche ragioni. Dio mio! Qualcuno dovrebbe proibire questo genere di incontri, o per lo meno assicurarsi che non avvengano in presenza di minorenni.
L'appuntamento, organizzato dall'editore spagnolo di Bruce, era a mezzogiorno e arrivai perfettamente puntuale, ma a quanto pareva l'inglese mi aveva preceduto; si era accomodato davanti a un boccale di birra a leggere uno dei perversi fumetti di "El Víbora". Per richiamare la sua attenzione detti qualche colpetto sul tavolo. L'inglese sollevò il capo, e prima di parlare bevve un sorso. "Un sudamericano puntuale riesco ancora a tollerarlo, ma un tizio che dopo aver vissuto anni in Germania viene al primo appuntamento senza portare dei fiori è semplicemente insopportabile."
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